La Piccola Libreria Musicale: “Ballando il blues” di Albert Murray

«Dunque nulla è più fuorviante cha la comune sottolineatura del carattere malinconico dei testi del blues, delle così dette blue notes». Albert Murray

Ballando il bluesMagnificamente illustrato, con splendide foto in bianco e nero del periodo, con le copertine dei dischi più importanti e con i ritratti delle icone del jazz, “Ballando il blues” [Stomping the Blues in inglese] rappresenta lo zenith della scrittura di Albert Murray, saggista, educatore e teorico della cultura che ha votato la sua vita agli studi sociologici e razziali (e musicali, ovviamente).
In questo volume, Murray celebra il jazz come la più completa e complessa forma di blues; uno stile musicale che offre a chi lo ascolta un «equipment for living» (un’attrezzatura per sopravvivere). La musica blues (e la sua forma “evoluta” di jazz) è, infatti, un codice stilistico che permette di rappresentare le condizioni umane più difficili (rappresentate, tradizionalmente, dai blue devils di africana memoria; i diavoletti blu portatori di dolore e tristezza) e, conseguentemente, offre una strategia per superarle con dignità, eleganza e grazia. Il blues, infatti, lungi dall’essere una musica malinconica creata per “lamentarsi”, permette di scacciare i blue devils con la sua struttura musicale e con la sua gioia di fondo.

Murray crea vividi ritratti di autentiche leggende quali Ella Fitzgerald e Duke Ellington. Afferma che la musica jazz è l’amalgama di elementi africani ed europei, che è riuscita a sbocciare proprio per il fatto di trovarsi su suolo americano. Offre, infine, una panoramica su tutte le sottocategorie del jazz – dalla scena di Harlem a quella di New Orleans – tracciando la sua evoluzione da “folk” ad “arte in musica”. Proprio questa evoluzione ci appare intrigante e cattura il lettore, perché i piccoli demoni blue devils di cui sopra sono forti e adattabili e, dopo qualche tempo tempo, la struttura semplice del blues non riesce più a tenerli lontani. I musicisti allora devono inventarsi nuvoi modi, nuove forme musicali più complesse, come i potenti e gioiosi fiati dello stile dixieland. Ma a lungo andare neanche quello basta più e i blue devils possono tornare alla carica finché “la musica non cambia” e la struttura sincopata del bepop non li scaccia nuovamente… e così via.
“Ballando il blues” è il saggio musicale perfetto. Offre una nuova visione su uno stile musicale troppo spesso travisato, vi unisce un registro alto (perché lo sguardo è sempre volto agli studi sulla cultura nera e su di un’America davvero multiculturale) e uno leggermente più “basso”, perfetto per intrattenere il lettore attraverso la leggenda dei blue devils. Un must per ogni appassionato di blues e di jazz.

Paolo Maugerio

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