Francesco Gabbani vince Sanremo

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Ieri si è concluso Sanremo 2017 con la vittoria di Francesco Gabbani con la sua Occidentali’s Karma. Per l’occasione abbiamo riunito la vecchia band (ehm, staff) chiedendogli cosa ne pensano della canzone vincitrice. Ne è venuto fuori un post leggermente tendenzioso e superficiale, perciò probabilmente vi conviene non leggere. Siete stati avvisati.

  • Sono sicuro che tanti diranno “ha vinto il pezzo orecchiabile e scanzonato” apprezzando questa spigliatezza (e registro più “basso”) introdotta a Sanremo da Francesco Gabbani. Ma allora tutte le volte che Silvestri si è presentato sul palco con il pezzo allegro e ironico e tutti l’hanno schifato manco avesse l’alito cattivo? [Orfeo]
  • Occidentali’s Karma fa il suo lavoro: ti entra in testa e lì rimane. Certo, concordo che l’estetica da festival sia altra e allora ribalto la domanda: chi meritava di vincere in questo festival di “canzoni a metà”? La Mannoia, splendida seconda classificata con un pezzo che, però, è risultato buonista e ruffiano ai più? La bella e granitica Paola Turci, forse… pure se le strizzatine d’occhio al pop/rock americano da stadio nell’arrangiamento e una metrica non facile hanno penalizzato un testo forte. E allora Ermal Meta? Vabbé, teniamoci Gabbani che almeno sembra simpatico [Lee VdG]
  • Canzone carina, per carità, ma temo che tra qualche anno ci ricorderemo soltanto del tizio che ballava travestito da gorilla [D’Oppio]
  • Alla gente piace far vincere le canzoni supercazzola, piene di riferimenti e moralizzatrici, che ti dicono quanto le mode che segui (ma proprio tu, in prima persona) siano stupide; succede da un po’, prendete I Cani, ad esempio. Ma forse è anche giusto: alla fine, ti fa pensare che così non ci si prenda poi troppo sul serio. Però se le stesse cose me le dicesse il mio vicino di casa, senza il motivetto ballabile in sottofondo, probabilmente gli spaccherei la faccia [Rockabilly Joe]
  • Scusatemi, ma non ho potuto seguire Sanremo; a Londra c’è il Magic Lantern Festival. Però ho sentito la canzone su YouTube: orecchiabile, con testo ermetico-che-dice-cose-anche-se-non-sappiamo-bene-quali e una voce che sicuramente si fa apprezzare… ecco, purtroppo non c’è molto altro da dire [Mr. Kite]
  • Divertente dai, con Gabbani personaggio positivo e un testo ironico, coadiuvato dallo spettacolino del gorilla. Mi aspettavo la vittoria di Ermal Meta o Fiorella Mannoia, personaggi e canzoni di stampo più sanremese. Con Occidentali’s Karma, quindi, c’è stata una piacevole novità, se non nello stile della canzone vincitrice, quantomeno nel personaggio premiato, perché, per una volta, la vittoria è andata a un pezzo pensato-concepito-strutturato e non a un artista costruito da un talent. Perciò vittoria positiva; non certo del pezzo migliore, ma di un artista un po’ diverso, che avrà tempo e modo di dimostrarci se ha la stoffa per rimanere dove è giunto ieri sera [Chelsea Girl]
  • Gabbani è un genio. Punto. Il messaggio del suo testo è chiaro ed è già stato portato avanti da altri prima di lui (con ben altra caratura, sia chiaro) come Battiato [Magic Shop] o Guccini [Addio], ma qui Francesco abbassa il registro linguistico per fare in modo che lo spettatore empatizzi con lui, facendolo cos1i sentire più intelligente. Per il resto, nella pochezza del Festivàl, Occidentali’s Karma assurge a tormentone che gratifica l’ascoltatore grazie alla rima che non impegna e che giustappone frasette con poco senso compiuto, in realtà, e al ritmo incalzante [Paolo Maugerio]
  • A me è piaciuto molto Zucchero [Il Critico Integralista]
  • La canzone può essere bella e simpatica quanto si vuole, ma questo è Sanremo, mica il Festivalbar. E no, noi de La Lira non abbiamo mai auspicato svecchiamenti, né siamo mai andati contro gli stilemi della kermesse sanremese: il festival rappresenta qualcosa di storico, elegante, ruffiano perfino; un leviatano monolitico e passatista che basta a se stesso e che ci intriga tanto, anche se non lo capiamo fino in fondo, facendo gli snob. Insomma, io credo che in un contesto del genere bisognerebbe premiare la miglior canzone in gara sotto più punti di vista e vari aspetti: testo, musica, metrica, capacità canora. Un tormentone (pur con un testo meno a caso di quanto molti pensino) non è degno di Sanremo, come molti vincitori del passato non sono stati degni del Festival, sia chiaro. Tant’è; resterà la scimmia che balla, che è servita, più di ogni altra cosa, a catturare quelle simpatie che, ormai, riserviamo a chi riteniamo inoffensivamente nella media, così da non sentirci mai minacciati o sminuiti [Dr. Musikstein]
  • Niente di personale, è solo che Gabbani mi ricorda uno a cui prestai 10 euro, qualche anno fa, e non me li ha ancora restituiti [Eddie Rod]
  • Il balletto di Salirò era più bello [Lazy Pete]

Tutto bellissimo, ora però ascoltiamola, questa Occidentali’s Karma, per quelli di voi che ancora non ne hanno avuto l’occasione.

La Redazione

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